RELAZIONE CONGRESSUALE XX MAGGIO - REPUBBLICANI ALFONSINE

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RELAZIONE CONGRESSUALE XX MAGGIO

notizie e curiosità
RELAZIONE CONGRESSUALE CONSOCIAZIONE LUGHESE PRI


Care amiche e cari amici,

il 20 ottobre 2012 abbiamo celebrato il precedente Congresso della Consociazione di Lugo al termine del quale sono stata eletta segretaria della medesima , e, quasi subito, unitamente ai segretari delle sezioni comunali, ho affrontato il tema delle elezioni amministrative.
Ogni sezione è stata libera, in tema di alleanze, di fare le scelte elettorali che più ha ritenuto opportuno in base alle peculiarità del proprio territorio.
La scelta è stata vincente . Ad Alfonsine, dove, seppur riunito sotto il simbolo di una lista civica, il PRI, ha totalizzato un lusinghiero 14,43 di voti, aumentando di un punto la percentuale dei consensi, rispetto alle precedenti amministrative del 2009.
A Bagnacavallo, è stata chiamata all’incarico di assessore, la segretaria della locale sezione PRI, Elena Verna, con la rilevante delega al bilancio.
A Fusignano, dove il PRI da anni è al governo della città unitamente al PD, Valentina Modena, è stata chiamata a ricoprire un importante assessorato.
A Lugo, dove il PRI si è presentato nelle fila della lista civica “Per la Buona Politica”, si è ottenuto, dopo 70 anni, l’apprezzabile risultato di portare il Pd al turno di ballottaggio e dei 4 consiglieri eletti nella lista civica, due (Pelloni e Drei) sono di matrice e tradizione repubblicana.

Questo lusinghiero risultato, ci fa capire che, dove il PRI ha persone capaci di impegnarsi con coerenza e serietà per il bene pubblico, ottiene la fiducia dei cittadini. La coerenza paga sempre.
In questi anni, la Consociazione lughese, si è riunita spesso per confrontarsi sia sui problemi del PRI nazionale e provinciale, sia sui temi di attualità politica locale e nazionale, trovando quasi sempre punti di incontro tanto che mi sento di affermare ”siamo stati una squadra compatta”.

L’unico neo è rappresentato dalla sezione di Cotignola che ancora non ha designato un proprio segretario comunale.
La sottoscritta doveva “accompagnare” la sezione di Cotignola fino al congresso provinciale del 2015, momento in cui, gli amici cotignolesi avrebbero dovuto indicare il nuovo segretario; scelta che però è rimasta lettera morta.
Dall’ottobre 2012, sono passati quasi cinque anni.
Un lasso di tempo durante il quale molte cose sono cambiate nel panorama politico nazionale.
La XVII legislatura partita con i risultati delle elezioni politiche tenutesi il 24 ed il 25 febbraio 2013, è stata caratterizzata da una profonda crisi vissuta dal sistema dei partiti politici italiani, determinando una situazione di impotenza della quasi totalità della classe politica italiana che ha abdicato al suo ruolo, consegnandosi alle decisioni dell’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Dopo la rinuncia di Bersani, ultimo esempio di un Presidente del Consiglio legittimato dal responso del voto degli italiani, si sono succeduti tre esecutivi, Letta, Renzi e Gentiloni, dove i Presidenti del Consiglio sono stati indicati, in alcuni casi suggeriti dal Presidente della Repubblica; presidenti che hanno ottenuto l’avvallo del voto del Parlamento, ma non del voto diretto degli italiani.
Si tratta, a nostro avviso, di una procedura anomala che da un lato ci dimostra tutta la debolezza in capo al sistema partitico italiano, incapace di esercitare quel “primato della politica” che lo dovrebbe sempre connotare e che, dall’altro, ha dato l’abbrivio ad una concezione involutiva del modello democratico, segnata dall’aumento del potere esecutivo a scapito, principalmente, del ruolo e della funzione del parlamento.
Abbiamo così vissuto l’avvento del “renzismo”, ovvero del ritorno di una nuova versione del partito personale che già avevamo conosciuto con Berlusconi, fino al tentativo, naufragato il 4 dicembre 2016, di modificare, profondamente, la Costituzione italiana, attentando al principio cardine contenuto nell’articolo primo della Carta, quello della sovranità popolare.
Nell’imminente futuro, diversi ed importanti appuntamenti ci attendono , a partire da quello con le elezioni amministrative del 2019, quando i nove comuni della Unione comunale della Bassa Romagna saranno chiamati al voto per eleggere i sindaci ed i componenti dei Consigli comunali.
Il disastroso momento politico attuale, non permette di dare suggerimenti su come il PRI potrebbe schierarsi, sicuramente dovrà mantenere la propria connotazione di partito di centro sinistra e MAI con la destra. Non si dovrà scartare l’ipotesi della partecipazione del Pri a liste civiche che oggi offrono la possibilità, a molti elettori delusi dalla politiche dei singoli partiti, di riconoscersi in liste che privilegiano la qualità dei programmi da attuare sul territorio e nella scelta di persone capaci di impegnarsi nella risoluzione dei problemi locali, a prescindere dalla propria collocazione politica.
Dovremo affrontare il tema dell’Unione dei Comuni, non si può continuare ad essere governati da un ente di secondo livello che annulla l’autonomia dei Consigli Comunali. E’ patetico il tentativo dell’attuale presidente dell’unione di superare la cosa, dando incarico ad una agenzia di trovare una soluzione a questa ed altre criticità. La risoluzione trovata dall’agenzia è quella di convocare più spesso la conferenza plenaria dei capigruppo e dei consiglieri dei consigli dell’unione! Patetico suggerimento costato parecchi euro ai cittadini.

Prima dell’appuntamento con le prossime elezioni amministrative si svolgerà, nel corso del 2017, il Congresso Provinciale del Pri, ( qualora sia convocato il congresso nazionale), un appuntamento importante al fine di definire una strategia da seguire per tenere unita l’azione dei repubblicani della provincia di Ravenna.
A tale proposito è circolata, nelle discussioni affrontate, l’ipotesi del superamento del momento di rappresentanza provinciale.
Noi riteniamo che una simile scelta rappresenterebbe un grave errore.
In una situazione che non da oggi vede il partito presente prevalentemente sulle tematiche ravennati, ma poco incline al confronto con i singoli territori della provincia, la scelta del superamento del livello provinciale condurrebbe ad un progressivo sfilacciamento della precaria unità dei repubblicani, avviando, di fatto, una sorta di separatismo nocivo per la sopravvivenza dell’intero partito repubblicano.
Noi abbiamo bisogno del confronto con gli amici repubblicani di Ravenna così come loro hanno bisogno di rapportarsi con noi per avere più forza ed un maggiore grado di rappresentanza nel rapporto con gli alleati di Giunta.
Per questo, a giudizio della Consociazione lughese, il livello di rappresentanza politico provinciale va mantenuto e rafforzato con l’inserimento, nel vertice della stessa, di rappresentanti designati dalla Consociazione stessa.
I rapporti dovranno pertanto essere intensificati rispetto a quanto fino ad oggi avvenuto, se volgiamo che l’azione del Pri sia orientata in direzione di una politica forte e, per quanto possibile, coesa fra le varie realtà territoriali repubblicane presenti sul territorio provinciale.
Ma il vero punto su cui concentrare la nostra attenzione deve essere quello della ripresa di una azione politica che dica alla gente cosa i repubblicani pensano, come i repubblicani la vedono sui principale problemi e tematiche che oggi riguardano le nostre popolazioni.
Penso che la Consociazione debba ulteriormente attivarsi per approfondire temi che spaziano dalla sanità allo stato dell’economia locale, al governo dei nostri comuni, alla sicurezza, alle nuove forme di povertà, alla fiscalità locale, alla attenzione ai disabili ed alle loro prospettive del domani, allo strapotere dei monopoli pubblici quotati in borsa quali Hera, per citarne i principali.
Un panorama politico interno in forte evoluzione, prescindendo da ogni giudizio di merito, a cui si sono accompagnate nuove e profonde emergenze di valenza internazionale che producono riflessi e conseguenze per il nostro paese.
L’emergenza dei migranti ed il ruolo particolare che l’Italia assume in questa vicenda destinata a durare nel tempo, le tematiche della sicurezza delle nostre popolazioni, la sfida del terrorismo di matrice islamica, la crescita delle diseguaglianze sociali, il progressivo impoverimento delle classi medie, la diffusione di una cultura nazionalista e le continue critiche alla Unione Europea, sono alcune fra le tematiche principali con le quali oggi noi ci troviamo a dovere fare i conti, o meglio a dovere dire, a chi ce lo chiede, come la pensiamo.
A ciò si aggiunga la riflessione sul territorio in cui viviamo e sui problemi presenti, riflessioni che ci riguardano più direttamente anche se rimangono condizionate, in partenza, dalle scelte che il Pri ha compiuto a livello locale, in tema di alleanze di governo.

Sono temi scottanti a cui non potremo dare una soluzione noi repubblicani se rimaniamo chiusi nel nostro piccolo, ma possiamo
Il disastroso momento politico attuale, non permette di dare suggerimenti su come il PRI potrebbe schierarsi, sicuramente dovrà mantenere la propria connotazione di partito di centro sinistra e MAI con la destra. Non si dovrà scartare l’ipotesi della partecipazione del Pri a liste civiche che oggi offrono la possibilità, a molti elettori delusi dalla politiche dei singoli partiti, di riconoscersi in liste che privilegiano la qualità dei programmi da attuare sul territorio e nella scelta di persone capaci di impegnarsi nella risoluzione dei problemi locali, a prescindere dalla propria collocazione politica.
Dovremo affrontare il tema dell’Unione dei Comuni, non si può continuare ad essere governati da un ente di secondo livello che annulla l’autonomia dei Consigli Comunali. E’ patetico il tentativo dell’attuale presidente dell’unione di superare la cosa, dando incarico ad una agenzia di trovare una soluzione a questa ed altre criticità. La risoluzione trovata dall’agenzia è quella di convocare più spesso la conferenza plenaria dei capigruppo e dei consiglieri dei consigli dell’unione! Patetico suggerimento costato parecchi euro ai cittadini.

Prima dell’appuntamento con le prossime elezioni amministrative si svolgerà, nel corso del 2017, il Congresso Provinciale del Pri, ( qualora sia convocato il congresso nazionale), un appuntamento importante al fine di definire una strategia da seguire per tenere unita l’azione dei repubblicani della provincia di Ravenna.
A tale proposito è circolata, nelle discussioni affrontate, l’ipotesi del superamento del momento di rappresentanza provinciale.
Noi riteniamo che una simile scelta rappresenterebbe un grave errore.
In una situazione che non da oggi vede il partito presente prevalentemente sulle tematiche ravennati, ma poco incline al confronto con i singoli territori della provincia, la scelta del superamento del livello provinciale condurrebbe ad un progressivo sfilacciamento della precaria unità dei repubblicani, avviando, di fatto, una sorta di separatismo nocivo per la sopravvivenza dell’intero partito repubblicano.
Noi abbiamo bisogno del confronto con gli amici repubblicani di Ravenna così come loro hanno bisogno di rapportarsi con noi per avere più forza ed un maggiore grado di rappresentanza nel rapporto con gli alleati di Giunta.

Per questo, a giudizio della Consociazione lughese, il livello di rappresentanza politico provinciale va mantenuto e rafforzato con l’inserimento, nel vertice della stessa, di rappresentanti designati dalla Consociazione stessa.
I rapporti dovranno pertanto essere intensificati rispetto a quanto fino ad oggi avvenuto, se volgiamo che l’azione del Pri sia orientata in direzione di una politica forte e, per quanto possibile, coesa fra le varie realtà territoriali repubblicane presenti sul territorio provinciale.
Ma il vero punto su cui concentrare la nostra attenzione deve essere quello della ripresa di una azione politica che dica alla gente cosa i repubblicani pensano, come i repubblicani la vedono sui principale problemi e tematiche che oggi riguardano le nostre popolazioni.
Penso che la Consociazione debba ulteriormente attivarsi per approfondire temi che spaziano dalla sanità allo stato dell’economia locale, al governo dei nostri comuni, alla sicurezza, alle nuove forme di povertà, alla fiscalità locale, alla attenzione ai disabili ed alle loro prospettive del domani, allo strapotere dei monopoli pubblici quotati in borsa quali Hera, per citarne i principali.
Un panorama politico interno in forte evoluzione, prescindendo da ogni giudizio di merito, a cui si sono accompagnate nuove e profonde emergenze di valenza internazionale che producono riflessi e conseguenze per il nostro paese.
L’emergenza dei migranti ed il ruolo particolare che l’Italia assume in questa vicenda destinata a durare nel tempo, le tematiche della sicurezza delle nostre popolazioni, la sfida del terrorismo di matrice islamica, la crescita delle diseguaglianze sociali, il progressivo impoverimento delle classi medie, la diffusione di una cultura nazionalista e le continue critiche alla Unione Europea, sono alcune fra le tematiche principali con le quali oggi noi ci troviamo a dovere fare i conti, o meglio a dovere dire, a chi ce lo chiede, come la pensiamo.
A ciò si aggiunga la riflessione sul territorio in cui viviamo e sui problemi presenti, riflessioni che ci riguardano più direttamente anche se rimangono condizionate, in partenza, dalle scelte che il Pri ha compiuto a livello locale, in tema di alleanze di governo.

Sono temi scottanti a cui non potremo dare una soluzione noi repubblicani se rimaniamo chiusi nel nostro piccolo, ma possiamo certamente essere propositivi nei vari consigli comunali e, soprattutto, far sapere ai cittadini cosa ne pensa il Partito Repubblicano su tematiche che toccano da vicino e quotidianamente la popolazione.
Il rilancio del PRI si basa anche su queste che possono sembrare piccole azioni.
Ringrazio tutti gli amici Repubblicani che in questi anni mi sono stati vicini e che mi hanno umanamente arricchita.
Un ringraziamento particolare va al vicesegretario della consociazione, Roberto Drei, per il costante impegno e coautore di questa relazione.

Laura Beltrami – Segretaria Consociazione lughese



Bagnacavallo 20 /05/ 2017
 
 
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